Scipione Guarracino

Senza storia

Saggi
pp. 144 | 14,5 x 21 cm | € 18,00
ISBN 9788831365369

Una riflessione sui benefici che procura l’essere provvisti di senso storico, ma anche sui danni che possono derivare dall’abuso di storia.

«Prima di voltare pagina, bisogna leggerla».
Aleida Assmann, Sette modi di dimenticare, 2019

Scipione Guarracino (Firenze, 1943) ha insegnato metodologia della ricerca storica presso la facoltà di Scienze Politiche di Firenze e si è occupato di insegnamento della storia, della storiografia, di storia economica e storia delle idee. Fra le sue opere più recenti Mediterraneo. Immagini, storie e teorie da Omero a Braudel (2007), Allarme demografico. Sovrappopolazione e spopolamento dal XVII al XXI secolo (2016) e Con gli occhi del cinema. Storia del ventesimo secolo in centouno film (2020).

Il libro si confronta con due domande impegnative: Che cos’è la storia e Qual è la natura della conoscenza storica, e si sofferma sull’espressione «essere senza storia», che può essere intesa in molti modi differenti. Ci mostrerà alcuni casi concreti del tentativo di liberarsi più o meno radicalmente della presenza del passato, come accade nei momenti rivoluzionari, cominciati con la volontà iconoclastica di una netta rottura, per poi doversi misurare di nuovo con il passato, reinterpretandolo, riscrivendolo, falsificandolo: la rivoluzione cristiana, la rivoluzione francese, il fascismo, la fondazione degli Stati Uniti d’America, il bolscevismo. Esistono infine forme diverse della rimozione del passato: la storia può lasciare tracce durevoli e profonde che obbligano a ricordarla, ma può anche essere fatta sbiadire senza bisogno di una rivoluzione, semplicemente dimenticandola.